SMALL DATA, COSA SONO E COME SFRUTTARLI AL MEGLIO
Nell’ultimo decennio, l’analisi dei Big data ha ricoperto un ruolo centrale nella strategia aziendale di molti brand.
Questo perché i Big data sono in grado di fornire una quantità enorme di informazioni impersonali che predicono gli orientamenti futuri dei consumatori.
Tuttavia, l’avvento della pandemia e delle conseguenti nuove abitudini, emozioni e cambiamenti di stili di vita hanno reso necessario un drastico cambio di rotta per quanto riguarda le strategie di marketing delle aziende, le quali in molti casi si sono ritrovate a dover rivalutare la propria brand identity.
L’analisi degli Small data è senza dubbio un elemento fondamentale in quanto è necessario focalizzarsi sulle singole persone piuttosto che su un target generico e astratto.
cosa sono esattamente gli Small data
Secondo Martin Lindstrom, esperto di neuromarketing e consumer psycology, «Gli small data sono delle osservazioni apparentemente insignificanti che possiamo individuare nella vita dei consumatori […] e che rivelano delle emozioni che noi non siamo sempre in grado di raccontare o che non vogliamo raccontare a uno sconosciuto».
In pratica, si tratta di individuare le informazioni apparentemente insignificanti fatte sui consumatori nella loro vita quotidiana.
Queste possono indicare uno o più bisogni insoddisfatti dei consumatori e svelare dei grandi trend.
Pertanto, soltanto dati individuali e unici provenienti da singoli esseri umani possono portare a una comprensione accurata della realtà.
L'iceberg di Martin Lindstrom
Secondo Lindstrom, il consumatore è un iceberg di cui noi possiamo vedere solo la punta.
Questo perché solo il 15% del comportamento delle persone è razionale.
Le aziende devono quindi capire quali sono i bisogni inconsci che muovono i consumatori (ovvero la parte sommersa dell iceberg, il rimanente 85%).
Infatti, le azioni che compiono non sono sempre coerenti con i bisogni reali.
Sono i bisogni reali che spingono a preferire un brand piuttosto che un altro.
Analizzando e comprendendo questa parte sommersa dell iceberg, le aziende saranno in grado di crearsi nuovi spazi e opportunità di business.
come funzionano gli Small Data? Il modello 7C di Lindstrom
Il metodo 7C di Lindstrom é una guida pratica per la raccolta di uno o più frammenti di vita del consumatore e si suddividono in:
- Collezione: fase in cui il ricercatore si immerge nel contesto distaccandosi dai pregiudizi. Il consiglio è quello di immergersi nella cultura locale per stabilire una base.
- Clues: identificare le riflessioni emotive che scaturiscono dall’osservazione. Si tratta degli indizi che emergono dall’analisi della sfera più privata delle persone.
- Connessioni: ovvero l’analisi delle conseguenze del comportamento emotivo. Qui si uniscono i puntini tra i diversi indizi trovati in precedenza.
- Causalità: è la fase in cui si mette insieme tutto il materiale raccolto che rifletterà il Dna emotivo trovato da presentare agli osservatori culturali per avere una loro opinione.
- Correlazione: quando è apparso per la prima volta questo comportamento-emozione? E’ la fase in cui si cerca il punto di rottura che ha dato il via a un determinato comportamento.
- Compensazione: La domanda di questa fase è qual è il desiderio che si cela dietro a questo comportamento-emozione
- Concept: la nascita della “big idea” che permette alle persone di appagare il loro desiderio.
Small data, una metodologia adatta a tutti
In conclusione, abbiamo capito quanto sia importante riscoprire il dialogo con i propri clienti attraverso gli nuove metodologie come gli Small data.
Ciononostante, si sa, non tutti possono impiegare grandi risorse economiche per ricerche di mercato di questo tipo.
Tuttavia, ognuno di noi può parlare con i propri clienti, fare loro domande per indagare sulle abitudini quotidiane e sul background socio-culturale che spinge loro ad acquistare un prodotto invece che un’altro.
Per saperne di più, puoi mandarmi una email a m.baldocchi@on-web.net, oppure puoi seguirmi sui social Facebook e Instagram.