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Neuromarketing sensoriale: il potere dei sensi nel marketing

neuromarketing sensoriale
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Neuromarketing sensoriale, alla scoperta dei nostri sensi

Ti sei mai chiesto come i sensi vengono sfruttati dagli esperti di neuromarketing per comprendere le scelte e le preferenze dei consumatori?

In questo articolo, cerchiamo di capire insieme cos’è il Neuromarketing sensoriale e come questo può influenzare i comportamenti di acquisto.

marketing e i 5 sensi

Per “sensi” s’intendono i sistemi sensibili a determinati stimoli provenienti dall’ambiente esterno.

I recettori specializzati traducono tali stimoli in impulsi nervosi.

La vista è il senso preposto alla percezione degli stimoli visivi.

  • L’udito è il senso preposto a captare i suoni che provengono dall’esterno del corpo umano e a trasmetterli.
  • Il gusto è il senso che fornisce indicazioni sul sapore di ciò che mangiamo e beviamo distinguendo amarezza,         dolcezza, sapidità e acidità.
  • L’olfatto è il senso deputato alla percezione degli stimoli odorosi.
  • Infine, il tatto consente il riconoscimento di alcune caratteristiche fisiche degli oggetti (durezza, forma).
Grazie agli organi di senso (occhi, orecchio, bocca, naso e pelle), l’essere umano riesce ad interagire a diversi livelli con il mondo che lo circonda.

neuromarketing sensoriale: vendere attraverso i sensi

Quando si parla di Neuromarketing sensoriale, significa che vista, udito, olfatto, gusto e tatto vengono sollecitati all’interno di un punto vendita al fine di suscitare emozioni che potenzialmente si possono poi convertire in acquisto. 

Un marketing emozionale, il neuromarketing, che nasce dall’idea che il consumatore non sempre segue un processo cognitivo razionale per giungere alla decisione finale di acquisto.

Sono molte le catene e i brand che usano i 5 sensi per influenzare la shopping experience di un cliente.

La musica, i profumi, i colori in un punto vendita possono migliorare il tempo di permanenza in un negozio e aumentare così le vendite.

Ma facciamo qualche esempio.

La musica trasmessa all’interno delle caffetterie della nota catena americana Starbucks è studiata e rilasciata da Hearmusic e crea un ambiente intimo e rilassante.

Non a caso, molti dei loro clienti diventano “abituali” con una permanenza a volte anche di ore (e di conseguenza maggiori consumazioni), in quanto l’ambiente ricreato è ideale per studiare, lavorare o leggere un buon libro.

Si tratta quindi di una strategia che permette al brand di mantenere un contatto più intimo con i propri clienti.

il Neuromarketing olfattivo

Fra tutti i sensi l’olfatto è senza dubbio quello con radici più profonde.

Perchè? Semplice, i suoi recettori nel naso attivano il sistema limbico e controlla le emozioni, i ricordi e il senso di benessere.

Ti sarà sicuramente capitato di odorare il cibo prima di mangiarlo, di coprire cattivi odoro con dei profumi dedicati e così via.  

Dunque, come puoi sfruttare il profumi per il tuo negozio?

Puoi prendere spunto da aziende famose, come ad esempio la British Airways.

La compagnia diffonde una fragranza di erbe nei suoi terminal, per dare ai viaggiatori la sensazione di trovarsi in un luogo aperto e tranquillo anziché affollato.

Ci sono poi catene di abbigliamento che usano essenze legate al cotone per influenzare le vendite.

Inoltre, parliamo brevemente dei supermercati Lidl.

I punti vendita di recente apertura hanno posizionato il banco del forno subito dopo l’ingresso, accanto a frutta e verdura.

Prova a pensare il motivo di questa decisione?

Neuromarketing sensoriale: la vista da sola non basta

Vi svelo un segreto.

La nostra vista è il senso meno adeguato per generare interesse e spingerci a comprare.

Eh no, la maggior parte delle persone non viene assuefatto da immagini e colori scintillanti.

Non ci credi? Prova a guardare la foto qui sopra per pochi secondi e poi chiudi gli occhi.

Ora ti domando: quanti brand ricordi di aver visto?

Ti assicuro che oltre il 90% delle persone risponde di ricordarne solo uno.

Tutto ciò ci fa quindi capire che, basare la nostra attività esclusivamente sull’aspetto visivo sarebbe un grosso errore.

In pubblicità, la sola stimolazione visiva è troppo poco efficace.

Ecco perchè occorre sfruttare e mettere insieme anche gli altri sensi.

un esperimento di neuromarketing sensoriale

L’esperto di neuromarketing Martin Lindstrom e la neuroscienziata Gemma Calvert hanno condotto una serie di esperimenti su volontari sottoposti alla Risonanza Magnetica Funzionale (fRMI).

Uno degli esperimenti consisteva nel mostrare l’immagine di un bicchiere di Coca-Cola ghiacciato.

Dopodiché, hanno sottoposto ai volontari delle fragranze olfattive sempre associate a Coca Cola.

Successivamente hanno mostrato insieme le immagini e le fragranze.

Risultato: in generale i volontari esprimevano un giudizio statisticamente migliore rispetto alla singola immagine o alla singola fragranza.

Questo vuol dire che immagini  e profumi funzionavano  molto meglio insieme.

Il motivo è che quando profumo e immagine sono ben collegati tra loro, riusciamo ad avere il ricordo del brand per un tempo molto più lungo della singola immagine del brand stesso.

Per quanto riguarda la risonanza magnetica, i risultati sono stati ancor più sorprendenti. 

L’odore di un prodotto permetteva di attivare nel cervello emozioni simili alla vista, permettendo al volontario di immaginare immediatamente il logo del marchio. 

Il motivo? Sono riconducibili  ai neuroni specchio, di cui abbiamo parlato ampiamente qui

Riepilogando...

Abbiamo visto come il focus sulle sensazioni ha trasformato la vendita da distributiva in creativa.

Possiamo pertanto affermare che non si tratta più di vendere prodotti, ma vere e proprie esperienze di consumo. 

Tuttavia, ricorda che il Neuromarketing sensoriale non è solo visto o olfatto, ma anche udito e tatto, ma di questo, ne parlerò in un prossimo articolo.

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Oppure mandami una email a m.baldocchi@on-web.net.

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