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Il successo di Disney? Il Neuromarketing

Disney Neuromarketing
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Il successo della Disney sta nel Neuromarketing?

Ti sei mai chiesto com’è possibile che la Disney di fatto, a livello di marketing, film ecc. non ne sbagli mai una?

Se ci pensi bene, ogni sua uscita è sempre un grande successo, destinato ad entrare nella storia con a seguito guadagni giganteschi.

La risposta sembra esserci, e si chiama Neuromarketing, ovvero neuroscienze applicate al marketing. 

Ebbene si, la multinazionale statunitense da anni ormai ha preso coscienza del modo in cui funziona il cervello umano e lo usa come tattica di marketing.

Il Disney Lab e le ricerche di neuromarketing

disney and neuromarketing

Il Disney lab è stato uno dei primi laboratori all’interno del quale sono stati condotti studi approfonditi di Neuromarketing nella storia. 

Ricordo ancora quando alcuni anni fa, il New York Times scrisse un articolo su un presunto laboratorio “segreto” collocato ad Austin dove si eseguivano ricerche di Neuromarketing. 

Da allora, molte cose sono cambiate. 

L’azienda ha nel frattempo ovviamente ufficializzato l’esistenza del laboratorio e dei suoi studi sulle neuroscienze applicate al marketing.

Oggi il lab è composto da 8 locali per la ricerca, tutti arredati a salotto o home offices, con parquet e luci soffuse.

C’è anche un teatro con 12 posti.

I locali, dotati di numerose telecamere, sono costruiti attorno ad una cabina centrale di controllo dove operano I ricercatori.

Insomma, la Disney investe cifre da capogiro nella ricerca del marketing applicata alle neuroscienze.

Usa ovviamente strumenti all’avanguardia come l’eye-tracking, le tecniche di EEG, il facial coding e altri. 

Emozioni, personaggi, equilibrio visivo-narrativo, umore e fiducia

Ma in pratica, quali sono i risultati delle ricerche effettuate in questo laboratorio? 

Bhè, la risposta in realtà è molto semplice: La Disney gioca con le emozioni del pubblico. E lo fa in modo eccellente.

Pensaci un attimo. Non è forse vero che i suoi film ti fanno ridere, piangere, sognare e talvolta aggrottare le sopracciglia?

Ebbene, il colosso ha costruito un impero sulla capitalizzazione delle  emozioni e reazioni umane e ne calibra i film di conseguenza.

Si, Disney conosce le parti del tuo cervello implicate con le emozioni e usa delle tattiche ben precise per far sì che il pubblico non si perda una sua uscita .

Tuttavia, ci sono anche altri fattori che contribuiscono al costante successo “emotivo” di Disney.

Ad esempio, il focus sui personaggi.

Tutti i personaggi Disney sono costruiti ad hoc, con una storia passata alle spalle ben precisa.

Anche se alla fine i personaggi non sono rilevanti ai fini dell’esito della trama, Disney sa che non si tratta solo di storia e finale, ma di personaggi eccellenti con appunto 

una storia a seguito e con cui il pubblico può identificarsi.

Altra caratteristica importante è l’equilibrio tra le immagini e la narrativa.

I film Disney sono visivamente stimolanti grazie a colori, grafiche ecc. e ciò contribuisce a tenere il pubblico incollato allo schermo. 

Vi ricordate quando abbiamo parlato di Neuromarketing e colori

Questo significa che il cervello, oltre alla storia e alle informazioni importanti, ha bisogno di essere stimolato anche a livello visivo. 

Sappiamo inoltre che l’umore è collegato all’apprendimento.

Questo vuol dire che se si è in uno stato d’animo positivo, l’apprendimento risulta essere più facile.

Disney si avvale di questa teoria e infatti incorpora l’umorismo in tutti i suoi film.

In questo modo, il pubblico lascia le sale in uno stato d’animo divertito e conserverà quindi un buon ricordo del film.

Le recensioni positive crescono e il successo è così garantito!

E poi c’è la questione della fiducia

Disney crea costantemente fiducia con i propri utenti e lo f attraverso prodotti, servizi e messaggi.

In questo modo viene creata una aspettativa positiva.

Gli spettatori sono sicuri (hanno quindi fiducia) che la loro esperienza al cinema sarà piacevole.

inside out e il neuromarketing

Sono sicuro che dopo aver letto le righe qui sopra, ti starai chiedendo in quale dei film Disney hai percepito l’applicazione del Neuromarketing.

Ti aiuto. Pensa ad esempio Inside Out, il film d’animazione prodotto dalla Pixar e distribuito dalla Disney alcuni anni fa.

La trama in fondo è semplice e rimanda al titolo stesso del film:

Si tratta della quotidianeità di una bambina di undici anni raccontata alternativamente da fuori e da dentro la sua mente.

Insomma, una serie di zoom mostrano l’interazione di cinque emozioni all’interno del cervello di Riley.

Ecco, ci risiamo con le emozioni: gioia, tristezza, rabbia, paura e disgusto.

Per questo film, che ha sbancato tutti i botteghini, il regista Peter Docter si è ampiamente consultato con lo psicologo Paul Ekman, creatore del facial coding di cui abbiamo parlato qui

Il successo del film è dovuto allo studio minuzioso e focalizzato sulla storia e sul personaggio, sul linguaggio verbale e non verbale e sulle emozioni.

I personaggi sembrano reali perché hanno emozioni e di conseguenza. reazioni umane.

Secondo Alessandro Cellurale, manager di Disneymedia+, Inside Out racconta le emozioni con la magia e l’incredibile storytelling che contraddistinguono l’heritage Disney.

Sempre secondo Cellulare, sono proprio questi i valori che creano empatia con il pubblico, riescono a raggiungerlo e, appunto, ad emozionarlo.

Se vuoi approfondire questo argomento, mandami una email a m.baldocchi@on-web.net.

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