La solitudine e' un fenomeno in aumento
Iniziamo questo articolo con un dato di fatto, ovvero che: gli esseri umani sono creature profondamente sociali!
Questo significa che abbiamo costantemente bisogno di relazioni sociali.
Possiamo in qualche modo paragonarlo ad un bisogno primario, come la fame, il sonno ecc…
Siamo predisposti geneticamente a socializzare e a stare in compagnia degli altri.
Quando ci manca la socializzazione (come sperimentato ad esempio durante il lockdown), ci manca qualcosa di profondo e siamo pertanto naturalmente insoddisfatti.
Tuttavia, con l’avvento della pandemia, i numerosi isolamenti, lo smart-working e la didattica a distanza a cui abbiamo dovuto sottostare negli ultimi due anni, la solitudine è una caratteristica che si è fatta strada in molti di noi e negli adolescent, ed è purtroppo in forte crescita.
In pratica, nonostante le scuole e molte aziende siano tornate in presenza, e le possibilità di incontro e aggregazione siano di nuovo possibili, ci sono molte
persone che preferiscono continuare a starsene per conto proprio.
Si potrebbe pensare che questo isolamento “cronico” sia ancora dovuto alla pandemia e al lockdown, ma in realtà si tratta di un fenomeno in ascesa già da anni, addirittura dal 2010, specialmente tra adolescenti.
In Gran Bretagna ad esempio, più della metà dei dipendenti di aziende hanno dichiarato di sentirsi soli quando sono a lavoro, a casa o al supermercato.
Per molti di loro, i vicini di casa sono dei perfetti estranei.
la domanda del neuromarketing: come influisce la solitudine nelle decisioni di acquisto?
Questa è senza dubbio la domanda che molti esperti di neuromarketing si stanno ponendo da qualche anno a questa parte. Iniziamo con un dato:
E’ stato dimostrato che le pubblicità televisive di prodotti usati in compagnia di amici o in famiglia hanno poco effetto sulle persone sole.
Questo perché non ci si identificano, e anzi, le immagini sociali degli spot potrebbero scaturire emozioni inverse, rendendo il prodotto pubblicizzato off-limit.
Pertanto, se il vostro target di clientela è almeno per un quarto “solitaria”, é consigliato usare altri canali di
advertisement.
Inoltre, le persone che vivono in solitudine preferiscono evitare i centri commerciali affollati e rimanere comodamente a casa a fare shopping ad esempio su amazon.
la solitudine porta a fare acquisti impulsivi ?
La risposta secondo Jing Alice Wang, professoressa di marketing all’università dello Iowa è, si.
Secondo Wang, più ci si sente soli, più le persone fanno acquisti.
Una sua ricerca ha stabilito che i solitari sono materialisti, più di coloro che hanno una vita sociale attiva.
Le persone sole non hanno il tipo di relazione che desiderano e si sentono quindi socialmente isolate.
Pertanto, sono preoccupate per ciò che non hanno, e questo le porta a fare acquisti in maniera impulsiva.
D’altro lato, le persone che si sentono soddisfatte della propria vita sociale hanno maggiore autocontrollo e sono meno inclini ad acquistare impulsivamente.
le abitudini di acquisto dei solitari vs. i sociali
Al contrario delle persone con vita sociale attiva, quelle sole sono più propense a scegliere un prodotto con meno rating positivo.
In altre parole, preferiscono acquistare prodotti che solo la minoranza vuole.
La percezione di una persona solitaria è propria quella di essere in minoranza, come il prodotto che pochi acquistano.
Di conseguenza, si identificano maggiormente con questi prodotti piuttosto che con altri.
Ma, c’è un però! Come abbiamo detto sopra, questo vale solo quando il prodotto viene usato dentro le proprie quattro mura, e non in pubblico.
Vuoi approfondire l’argomento? Contattami per email a m.baldocchi@on-web.net.
Seguimi su instagram e facebook per rimanere aggiornato sulle tematiche di neuromarketing.